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Considerazioni Immobiliari - Ottobre 2011

Considerazioni Immobiliari - Ottobre 2011

La recente introduzione della cosiddetta cedolare secca sugli affitti sta ottenendo un buon consenso fra il pubblico dei proprietari di immobili, specialmente fra i i cosiddetti detentori di grandi patrimoni. La possibilità di ottenere una imposizione fissa al 21% ha attratto molti che in questi ultimi mesi hanno aderito a tale provvedimento. Per i recidivi del contratto “in nero” si preannunciano invece periodi duri. Un ordinanza del Tribunale di Roma (Sezione IV) emessa in data 29 settembre 2011 ha rigettato la richiesta di sfratto del proprietario titolare di un contratto di affitto non registrato, dando ragione all’inquilino che nelle settimane precedenti aveva registrato il contratto in base al decreto legislativo 23/2011.
Il giudice oltre a respingere richiesta di sfratto del contratto non registrato ha recepito il contratto registrato dall’inquilino, pertanto la locazione è stata confermata per quattro anni e ad un canone pari al triplo della rendita catastale, pertanto il proprietario si è visto decurtare il canone effettivo da 875 euro mensile a 152 euro mensili, oltre verosimilmente alla sanzione fiscale per mendace dichiarazione relativa alle annualità precedenti.
A ciò è bene rammentare che in caso di riscossione coercitiva da parte di Equitalia, oggi l’avviso di accertamento ha valore esecutivo e pertanto il contribuente ha 60 giorni per pagare, indipendentemente dal fatto che voglia o non voglia fare ricorso. In caso di mancato pagamento nei termini previsti, per infrazioni superiori ai 20 mila euro si procederà al pignoramento dei beni, al blocco dei conti correnti, dei fidi e di eventuali pensioni percepite. Questo fa riflettere molto sulla presunzione di colpevolezza nei confronti del contribuente da parte dell’amministrazione finanziaria, anche in considerazione del fatto che, stando alla media degli scorsi accertamenti, almeno 4 volte su 10 il contribuente ha ragione. Ma per lo Stato l’obiettivo è il pareggio di bilancio ed il mantenimento dello status quo, costi quel che costi.
A tal proposito, sempre nell’obiettivo di fare cassa, sembra che sia al vaglio negli ambienti di Governo una ipotesi di rivalutazione delle rendite catastali degli immobili che avrà corso presumibilmente dal prossimo anno. Tale rivalutazione delle rendite e dei valori fiscali degli immobili dovrebbe oscillare dal 5% al 15%, influendo così pesantemente, fra le altre cose, negli atti traslativi della proprietà immobiliare, un mercato questo che decisamente negli ultimi 3 anni non ha segnato performance entusiasmanti. Ma visto l’andamento dei mercati finanziari e della loro volatilità, c’è chi crede che un ritorno alla “terra e ai mattoni”, quali beni rifugio, sia quanto mai probabile, nonostante che la contrazione del credito, da alcuni definita come “ostruzionismo bancario”, stia dando in questi precisi momenti segnali sempre più preoccupanti.
Mercoledì 5 ottobre 2011
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